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COL CUORE IN ITALIA

GLI INVESTIGATORI : " TOMMASO É VIVO "

GLI INVESTIGATORI : " TOMMASO É VIVO "

Sequestrati i documenti bancari di Onofri. Da chiarire un passaggio di denaro di 190 milioni di vecchie lire sul conto della sorella di lui.

PARMA - La procura della Repubblica di Parma avrebbe acquisito e posto sotto sequestro la documentazione relativa alle movimentazione bancarie di Paolo Onofri. Lo riferisce l'agenzia di stampa Adnkronos. Da chiarire un passaggio di denaro di circa 190 milioni di vecchie lire sul conto della sorella di lui, che sarebbe stato giustificato come una parte di eredità ricevuta da parte di una zia. Mentre si attende per il fine settimana l'esito delle perizie condotte dai Ris di Parma nella cascina di Casalbaroncolo, dove lo scorso 2 marzo è stato rapito il piccolo Tommaso, le indagini proseguono dunque su diversi fronti e impegnano senza sosta gli inquirenti.

«E' VIVO E VICINO A PARMA» - Il piccolo Tommaso Onofri sarebbe vivo e potrebbe trovarsi non lontano da Parma: più o meno nelle campagne fra la città emiliana, Reggio Emilia e Mantova. È questa la «robusta ipotesi» che vi è tra gli investigatori, i quali mantengono comunque un rigoroso riserbo. Domenica sono stati sentiti i vicini di casa della famiglia. A tutto campo anche le ricerche: è stata passata al setaccio una vasta area compresa tra le provincie di Parma, Reggio Emilia e Mantova senza, al momento, alcun esito.

APPELLO A CHI L'HA VISTO - La famiglia mostra ogni giorno di più i segni della tensione e della disperazione, dovuta al fatto che del piccolo non si hanno notizie ormai da 18 giorni. È stato proprio il medico di famiglia a confidare oggi ai cronisti che «di stress (dentro casa) ce ne è da vendere». Il medico si è recato infatti nell'abitazione di Martorano dagli zii materni dove da tempo ormai trovano ricovero i coniugi Onofri, per visitare la mamma che, come ha spiegato il medico «non sta bene». Ieri sera la mamma e il papà di Tommaso sono tornati a lanciare un appello alle telecamere del programma «Chi l'ha visto» dopo il precedente del 13 marzo.

IL PADRE: PRENDO IL SUO POSTO - «Io credo che anche chi tiene mio figlio, se ha una coscienza, se ha un cuore, un briciolo, un pizzico, credo che ormai debba arrivare a capire che Tommaso deve tornare dalla sua mamma. Io sono disposto anche a sostituirmi a lui, se si facessero vivi, se si mettessero in contatto, se dicessero qualcosa. Io sono disposto a prendere il suo posto». Così Paolo Onofri in un'intervista a 'Matrix', un'anticipazione della quale è stata trasmessa dal Tg5 lunedì sera.

Lei teme di essere indagato?, ha chiesto l'intervistatrice a Paolo Onofri. «Se questa è la strada da seguire, ripeto, sono disposto ad accettare qualunque cosa», ha detto il padre di Tommy nell'intervista al programma di Enrico Mentana, in onda nella tarda serata. «Io ritengo di aver detto tutto quello che so - ha proseguito il padre -. Penso al mio 'fagottino', a quando giocavamo alla sera, a quando lo cambiavo, a quando si metteva a urlare perchè non si sentiva considerato, voleva attirare l'attenzione, a quando mi si arrampicava addosso perchè voleva andare ad accendere il lume sul divano». Quando Tommaso è stato sequestrato - ha detto ancora il padre, passando a parlare in terza persona - «il signor Onofri era legato. Fino a quel momento il signor Onofri pensava a una rapina. Io non vado a rischiare un proiettile o una coltellata per 150 euro. C'è una grossa rabbia da parte mia, perchè non mi sono sentito padre nei confronti di mio figlio».

FACENDO SESSO CI SI AMMALA DI MENO

FACENDO  SESSO  CI  SI  AMMALA  DI  MENO

Fare sesso fa bene, non è una novità. Ma pochi sanno quanti sono i vantaggi sia fisici che mentali che offre l'attività sessuale. Tra tutti i rimedi che esistono la cara e vecchia "ginnastica da camera" è sempre la migliore. Tutti sanno che fa bene sia al fisico (come tutti i tipi di ginnastica) che all'umore, ma vediamo come e perché. Durante l'attività sessuale il nostro organismo secerne una serie di sostanze importanti quali le endorfine, che portano benessere attenuando i dolori e potenziando le difese naturali del corpo (niente "Scusa caro, ma ho mal di testa"). Ci sono poi gli estrogeni: ormoni che proteggono il cuore e che, assieme al testosterone, mantengono sani muscoli e ossa. L'ossitocina poi, funge da antidepressivo stimolando sia il desiderio che il senso di appagamento.

 

Ricapitolando, facendo sesso ci si ammala di meno, si attenuano i dolori, si rinforza il cuore, si può combattere l'anemia - l'ossigeno aiuta a trasportare anche il ferro. Ci si rasserena scaricando tutte le tensioni - il che è un buon antidoto contro l'insonnia - e si acuiscono persino le facoltà percettive, diventando più lucidi e ricettivi. Quante cose si risolvono con un'adeguata attività sessuale! Ma attenzione: questi vantaggi si ottengono solo se all'attività fisica si unisce il sentimento. E' necessario, secondo gli esperti, provare forti emozioni, lasciarsi trasportare dalla passione perché anche il coinvolgimento morale ed affettivo gioca un ruolo determinante nella salute dell'eros. Farlo senza amore può diventare doloroso, provocare disturbi e danneggiare la riuscita della performance. Riuscite a trarne i sopraccitati vantaggi? Se le vostre risposte sono negative non disperate, correte ai ripari analizzando un po' la vostra vita di coppia. Se invece i vostri riscontri sono positivi, potete stare tranquilli e continuare a godervi la vita!

 

 

PIU’ SESSO PIU’ BENESSERE   

L'attività sessuale non logora il fisico, anzi lo mantiene giovane e in forma. L'importante, come nell'attività fisica in genere, è praticarlo con costanza e regolarità .

Sui presunti rischi alla salute per chi svolge una sostenuta attività sessuale, da sempre si sono ammassate storie su storie. Dalla debilitazione fisica a cui andrebbe incontro, agli acciacchi alla schiena, all’invecchiamento precoce, per arrivare al dibattito di qualche tempo fa sull’opportunità o meno per i calciatori di fare sesso prima delle partite. Secondo generazioni di allenatori, infatti, i calciatori e gli atleti in generale dovrebbero astenersi dalle performance amatorie a ridosso di gare importanti per non compromettere la propria prestazione. Come se non bastasse secondo una ricerca piuttosto recente chi fa troppo sesso si esporrebbe a infezioni urinarie e infiammazioni alle articolazioni del ginocchio. Ma i sessuologi hanno voluto affrettarsi ad affermare che il sesso, lungi dal provocare problemi di salute e decadimento fisico, è una vera medicina naturale. Non solo. Il nostro organismo è predisposto per farlo con frequenza e regolarità. I rischi, semmai, sono per chi lo fa troppo poco! La prova ce la dà la natura stessa. I maschi hanno delle spontanee erezioni notturne mentre dormono, soprattutto durante la fase di sonno Rem. Pochi sanno che anche le donne provano qualcosa di simile, vale a dire un sensibile aumento della lubrificazione vaginale nelle ore notturne. Entrambi i fenomeni, interpretati dalla psicologia tradizionale come una reazione alle inibizioni che viviamo durante il giorno, trovano in realtà una spiegazione fisiologica. L’apparato riproduttivo dell’uomo e della donna, in condizione di riposo, viene irrorato da una circolazione sanguigna lenta e insufficiente, che aumenta solo in fase di eccitazione. Ecco dunque che, se non pratichiamo attività sessuale, il nostro corpo provvede da solo ad ossigenare gli organi genitali mediante erezioni e lubrificazioni notturne tese ad aumentare il flusso di sangue nelle zone in questione. Viene così contrastato il rischio di aterosclerosi, che nei vasi sanguigni dell’apparato riproduttivo può precedere di una decina d’anni quella che colpisce le coronarie. Ma il sesso, praticato di frequente, protegge dall’aterosclerosi tutto l’apparato cardiocircolatorio e nell’uomo previene anche l’impotenza per cause circolatorie ed ha un’azione positiva nei confronti della prostata perché ne rallenta il tipico ingrossamento che procede con l’età. Anche l’organismo della donna trae un gran giovamento dal fare l’amore poiché rafforza le proprie difese contro raffreddore e influenza. Insomma, fare sesso non è solo un piacere ma anche salutare quanto praticare uno sport e il vero problema non è farlo troppo, ma semmai farlo troppo poco!

 

Fare l’amore fa bene…all’amore, si diceva una volta. Ma non solo a quello. Durante una prestazione sessuale i battiti cardiaci arrivano a 150 al minuto, un’autentica sferzata di benessere per le coronarie. Ecco perché non si dovrebbe mai smettere di fare l’amore, anche in età avanzata. Ma i benefici non si limitano a cuore e circolazione del sangue. È coinvolto direttamente anche il nostro sistema immunitario.

 

Si è già detto che il miglioramento dell’umore derivato dal piacere fisico può influire positivamente sulle nostre difese contro le malattie da raffreddamento. Anche il bacio ha un ruolo in questo. Attraverso la saliva avviene uno scambio di anticorpi ed enzimi utili a contrastare le infezioni, inoltre i batteri e i virus che i partner si scambiano baciandosi vanno a rafforzare le loro difese immunitarie. Senza contare che il testosterone contenuto nella saliva di lui eccita lei, mentre la saliva femminile contiene sostanze che agiscono da ansiolitici per lui.

 

Infine per quanto riguarda l’amore: non ci sono limiti massimi nel numero di rapporti, semmai esiste un minimo: 2 a settimana secondo gli esperti. Al di sotto è meglio non scendere, ma al di sopra è tutta salute in più.

 

 

 


NIENTE DOTTORE FAI L’AMORE

 

10 modi per intensificare l'attività che migliora la salute e riduce lo stress. (Cristiana De Gregorio)

Il programma che ti suggeriamo regala decine di benefici per la salute, dal controllo del colesterolo alla protezione della prostata, dal sollievo dai dolori alla riduzione dello stress. Cos'è questa sconosciuta strada verso il benessere? Il sesso. E in gran quantità. A quanto pare lo psicoanalista Wilhelm Reich non era molto lontano da quest'idea già negli anni quaranta, quando raccomandava un orgasmo al giorno per garantirsi un'ottima salute.

 

 

Brucia grassi a letto

 

«L'attività sessuale è una forma di ginnastica», dice la dottoressa Laura Rivolta, psicologa e sessuologa. Certo ogni singolo atto sessuale non comporta molto esercizio. Ma ricorda la lezione delle piramidi: ciascun mattone è insignificante; insieme, costituiscono una delle meraviglie del mondo. Se sei così fortunato da fare sesso 3 volte alla settimana (anche solo un modesto accoppiamento) bruci circa 7.500 calorie all'anno. E’ come fare jogging per 120 chilometri. Il conto delle calorie bruciate cresce con il crescere dello sforzo amoroso fino a circa 10.000 calorie all'anno. Oltre a questi vantaggi di tipo aerobico, il sesso presenta alcuni piccoli benefici degli esercizi di resistenza. «Durante l'eccitazione e l'orgasmo si verifica una miotonia, o contrazione, dei muscoli», dice la Rivolta. Più sollevi, ruoti e spingi, meglio è dal punto di vista della costruzione muscolare. Senza dubbio l'energia che metti nell'atto ha il suo peso. Ma non esagerare.

 

 

Vivi con più passione, vivi più a lungo

 

I francesi chiamano l'orgasmo la petite mort: la piccola morte. Ma i ricercatori dicono che una piccola morte di tanto in tanto può aiutare a rimandare quella grande.

 

- L'AMORE ODIA IL COLESTEROLO. Il sesso, una forma di esercizio fisico, aiuta a ridurre il colesterolo totale e a modificare l'importantissimo equilibrio colesterolo buono/cattivo a favore del primo. Non molto. Ma il massimo benessere si raggiunge con ogni piccolo vantaggio che si riesce a conquistare.

 

- L'AMORE E’ COME L'OSSIGENO. Il sesso mette in overdrive il sistema respiratorio. Quando respiri velocemente e profondamente, il tuo sangue si arricchisce di ossigeno, che nutre tutti gli organi e i tessuti.

 

- AUMENTA I LIVELLI DI TESTOSTERONE. «Ogni tipo di esercizio fisico aumenta il testosterone», spiega la dott. Alessandra Lancellotti, psicologa e sessuologa. Il sesso anche. Il magico nettare maschile presenta molti felici effetti. Irrobustisce la pulsione sessuale e fortifica ossa e muscoli. Alcuni medici ritengono che il testosterone mantenga in buona salute il cuore e il colesterolo buono alto.

 

- L'AMORE E’ L'ANALGESICO MIGLIORE. Ci sono molte prove che le endorfine rilasciate durante il sesso sono efficaci antidolorifici. «L'eccitazione e l'orgasmo possono elevare la soglia del dolore», dice la dott. Lancellotti. «Il sesso può contribuire ad alleviare i dolori artritici, i colpi di frusta e il mal di testa».

 

Il testosterone è un corticosteroide, e il suo aumento durante il sesso spesso riduce le infiammazioni articolari dell'artrite. Le ricerche indicano che pazienti affetti da artrite hanno una riduzione del dolore fino a 6 ore dopo il sesso. Anche l'emicrania può essere affrontata meglio con il sesso: le endorfine prodotte con l'eccitazione hanno un effetto analgesico. Il flusso sanguigno accelerato in tutto il corpo, specialmente nell'area dei genitali, riduce la pressione sul cervello. Il rilassamento dopo l'orgasmo riduce la tensione nei muscoli del collo.

 

- IL SESSO PRODUCE DHEA. Il DHEA (dehydroeplandrosterone) è un ormone. Ci sono prove convincenti che un più alto livello di DHEA è benefico per la salute. «Subito prima dell'orgasmo e dell'eiaculazione, il DHEA balza a livelli 3 o 5 volte superiori al normale», afferma la dott. Lancellotti.

 

 

Vizia la tua prostata

 

Alcuni problemi di prostata che diventano comuni verso i 50 anni sono provocati e/o aggravati quando i liquidi prostatici non vengono eliminati in maniera efficiente. E lo sbocco della ghiandola prostatica è il sesso. Durante l'orgasmo i muscoli che circondano la prostata si contraggono molte volte, emettendo i fluidi. Le opinioni degli esperti non concordano tutte sulla frequenza ottimale dell'attività sessuale per la migliore protezione della prostata (da una a più volte alla settimana), ma, è chiaro che una pratica regolare è una sicurezza in più. Inoltre, se attualmente hai una vita sessuale attiva, è importante che continui a tenerla in funzione. «Se un uomo ha una cadenza di eiaculazione più o meno regolare di 1, 2, 3 o più volte alla settimana, dice il dott. Fabrizio Scroppo, specialista in andrologia, e poi, per una ragione, la frequenza di orgasmo e di eiaculazione cala bruscamente, è probabile che la ghiandola prostatica si sovraccaricherà di liquido». Che è un altro modo per dire che i coniugi non dovrebbero permettere che degli stupidi dissapori rovinino letteralmente la salute. Attenzione, però: le prove sembrano dimostrare che ogni mutamento improvviso nella frequenza dell'attività sessuale, anche il passaggio da un periodo di magra a uno di bisboccia, non fa bene alla prostata.

 

 

Eccitati, e poi calmati

 

Qual è la maggiore causa di stress per un uomo? Problemi finanziari? Un capo fascista? No: non abbastanza sesso. «Il sesso può essere un metodo efficace per ridurre i livelli di stress», dice la dott. Rivolta. Fare sesso raffredda, induce una profonda sensazione di benessere e di rilassamento. Un rapporto può fare prodigi per l'umore di un uomo. L'umore influisce sul fisico e l'ottimismo fa bene alla salute. Ed è molto più facile sentirsi ottimisti se ci sono buone probabilità che tua moglie ti faccia una bella visita.

 

 

Evita gli avvocati divorzisti

 

Il nesso tra sesso e amore è complesso, ma la scienza appoggia l'idea che il sesso rende più durature le relazioni. Il che significa avere migliori possibilità di superare gli scogli che rendono burrascoso in qualche momento anche il migliore dei matrimoni. Il farmaco contro il divorzio potrebbe essere un ormone chiamato ossitocina, prodotto dalla ghiandola pituitaria. Con uno dei tipici meccanismi di feedback della natura, genera il desiderio di essere toccati e al tempo stesso è incrementato dal contatto. Ogni volta che qualcuno ti tocca in maniera affettuosa, c'è una piccola scarica extra di ossitocina. Quando qualcuno ti tocca così affettuosamente da provocarti un orgasmo, il livello di ossitocina sale alle stelle. Secondo la dott. Rivolta, l'ossitocina è l’ormone legante. Ci rende inclini ad abbracciare e coccolare, e potrebbe renderci migliori amanti, genitori e amici. Anche se l'effetto dell'ossitocina è più evidente nelle donne che negli uomini (probabilmente perché lavora in congiunzione con gli estrogeni, molto più presenti nelle donne), è chiaro che un uomo che ha un'energica vita sessuale ha migliori probabilità di essere un marito e un padre affettuoso che non quello che deve elemosinare qualche briciola di sesso.

 

 

Tieni in funzione tua moglie

 

Le donne dovrebbero sapere i benefici del sesso sulla salute. Anzi, è più importante per loro che per noi. «I rapporti regolari possono incrementare il livello di estrogeni di una donna, proteggere il cuore e mantenere più elastici i tessuti vaginali», spiega la dott. Rivolta. Una vita sessuale costante può anche regolarizzare cicli mestruali difficili e migliorare la sindrome premestruale. «Ci sono prove sempre più convincenti», dice la Rivolta, «che il sesso può aiutare a vivere più a lungo». Il tatto esercita il suo potere in tutto l'organismo innalzando i livelli delle sostanze che prolungano il tuo periodo di vita (DHEA, ossitocina, endorfine, ormone della crescita) e abbassando quelli che possono abbreviarlo, come il cortisolo e l'adrenalina. Considera le conseguenze: hai un'eccellente vita sessuale; quindi sei sano e libero da stress; quindi la performance sul lavoro è super. Tutto perché due persone tengono l'una all'altra, e ai figli, tanto da farlo ogni volta che sia possibile.

 

 

MENTRE VENEZIA DORME

MENTRE VENEZIA DORME

 

 

 

 

IL VETRO ARTISTICO DI MURANO

IL VETRO ARTISTICO DI MURANO

Il vetro come materiale al servizio della civiltà umana è noto fino dall’antichità più remota e la sua prima comparsa nel mondo si perde nella leggenda. Indubbiamente ha rappresentato un elemento importante sia nella civiltà egiziana che nella civiltà siriana.
Già nella preistoria l’uomo conosceva l’ossidiana, una pietra vetrosa di origine vulcanica, originata per rapido raffreddamento della lava. Con l’ossidiana venivano fabbricati armi e utensili.
Essa aveva un aspetto traslucido, di color nero o verde scuro, quasi mai trasparente.
Le ipotesi sull’origine del vetro artificiale sono molteplici e comunque non sufficientemente suffragate da prove pervenute ai giorni nostri ma da notizie tramandate. Le prime notizie quasi certe sulla sua fabbricazione si fanno risalire intorno al 3000 a.C.
Probabilmente i primi manufatti in nuclei cristallini coperti da un sottile strato vetroso di colore azzurro ed azzurro-verde furono prodotti in Mesopotamia per imitare le pietre dure. Nel 2000 a.C., secondo varie fonti, l’arte del vetro era già fiorente anche in Egitto e in diverse regioni dell’Asia.
Alcune notizie sulla lavorazione del vetro in India e in Cina, con produzione limitata alla fabbricazione di piccoli vasi, soprattutto per unguenti sono databili intorno al 1000-500 a.C.
L’invenzione della canna da soffio viene fatta risalire intorno al 20 a.C.
Nel periodo I-IV d.C. la produzione vetraria raggiunge il massimo splendore nell’Impero romano. Il vetro è ormai un materiale di uso comune; si fabbricano vasi, bottiglie e si ha notizia anche delle prime lastre.
Negli anni 400-600 d.C. vi fu il periodo bizantino (nel V-VII secolo di sviluppò il mosaico e del vetro colorato) ad opera di maestranze bizantine.
Nel 700-800 d.C. anche la civiltà islamica porta il suo contributo alla fabbricazione del vetro.
Nel IX secolo inizia la lavorazione del vetro a Venezia che rimarrà il punto di riferimento europeo per questa tecnica per circa 8 secoli.
Nel 1291, al fine di evitare pericoli di incendi, la lavorazione del vetro viene confinata nell’isola di Murano.Nel 1369 si ha la prima notizia della lavorazione degli specchi a Murano. Alla metà del XV secolo risale l’invenzione a Murano ad opera di Angelo Barovier del cristallo, un vetro così limpido e decolorato da essere computabile al cristallo di rocca. Nel 1568 sono presenti nell’isola 46 fabbriche di vetro.
Il XX secolo si apre a Murano in linea con la tradizione: contrariamente a quanto succedeva in altri paesi nei quali la moderna produzione di vetro si caratterizza per nuovi processi di lavorazione. Nel isola di Murano sono le tecniche sperimentate da secoli a dar forma a vetri di stile piu moderno.
Ancora oggi si usa la fornace, come mille anni fa, pèr ottenere gli efetti, le trasparenze e i disegni voluti. Il vetro nasce, infatti, da una miscela di sabbia e silice che, una volta raggiunta una certa temperatura, diventa liquida per poi solidificarsi assumendo le forme volute dal vetraio, conservando la trasparenza dei liquidi ma assumendo forme solide. Nascono cosí dalle sapienti mani dei vetrai, eleganti oggetti e forme d´arredamento in vetro.
 bicchieri veneziani in cristallo di Murano tipo "Regina Margherita"
                                                         
 Candelieri e coppa in vetro muranese
 Bicchieri in cristallo tipo "Sciá di Persia"
    Lampadario Veneziano in cristallo muranese con decoro rubini e oro

BUENOS AIRES DA VISITARE

BUENOS AIRES DA VISITARE

Buenos Aires, capitale dell’Argentina, si affaccia sull’Oceano Atlantico in un golfo chiamato Rio de La Plata ed ospita circa 10.000.000 di abitanti. Le condizioni climatiche dell’Argentina sono prettamente tropicali. La maggior parte del territorio argentino soffre carenza di precipitazioni, la zona di Buenos Aires fa eccezione, godendo di una più che sufficiente piovosità media annua. E’ attraversato dal fiume Paranà, il quale alla fine del suo percorso sfocia a mare, e le sue strade si estendono sulle sue rive in un intreccio di strade immerse nella estesa pampa che brulicanti di affaccendati manager si snodano in larghi viali alberati di zone residenziali contrapposte alle numerose bidonville.

Essendo la capitale dell’Argentina, le attività che caratterizzano la vita comune di Buenos Aires sono molteplici, una buona parte di quadri funzionari, semplici impiegati in vari settori si contrappone ad una nutrita schiera di disoccupati e non abbienti. Ciò si traduce in spaccature profonde all’interno della società, riflessa in zone cittadine particolarmente lussuose e ricche con una architettura art déco, a zone profondamente degradate. La povertà che si respira per alcune strade deturpa profondamente un ambiente molto curato come quello di Avenida Santa Fe, costruito a misura dei più abbienti e simile ai grandi centri urbani dell’America più ricca.

E’ la zona portuale che funge da fulcro delle attività commerciali di Buenos Aires, dodici chilometri fatti banchine per commerci e turismo, che uniti ai due aeroporti internazionali presenti, danno a questa città lo scettro di metropoli. Anche l’agricoltura, con un profondo sfruttamento della pampa ha un ruolo predominante nell’economia del paese, più per un elevato fabbisogno locale data l’alta densità di popolazione, che per esigenze di esportazione.

DA  VISITARE

Tutto a Buenos Aires è magicamente caotico, anche una semplice gita sulle sponde del fiume Rio de la Plata può trasformarsi in un’occasione d’incontro e conoscenza con gli abitanti del luogo, socievoli e pronti a festeggiare ogni avvenimento. Ci preferisce gite più tranquille non può tralasciare di far visita al Teatro Colón (nella foto sopra), di giorno vi sono mostre, alla sera rappresentazioni d’alto livello. La centrale Catedral Metropolitana ospita le spoglie di José de San Martín, eroe della lotta per l'indipendenza dell'Argentina ed è meta quotidiana di molti visitatori. Una chiesa molto bella è quella intitolata a Nuestra Senora del Pila, è edificata in stile coloniale.

I musei della città sono il Museo del Cine, un complesso di edifici collegati tra loro in cui si può ammirare una splendida raccolta di opere cinematografiche e antichi strumenti per le produzioni oltre ad abiti scenici, il Museo Histórico Nacional, che conserva una galleria di quadri preziosi e molto antichi. Di non minor importanza lo storico Museo Nacional de Bellas Artes. Ogni angolo della città è pregno di elementi particolari, il famosissimo quartiere di La Boca stupisce per i suoi edifici, esteticamente molto vistosi, hanno come particolarità una struttura lignea dipinta con colori molto sgargianti.

Il cimitero è curatissimo. Parlare di una visita lì potrebbe apparire ridicolo, ma basta guardarlo, anche solo dall’esterno per capire quanta importanza gli argentini danno alla sepoltura, e con quanta cura, la coreografia funebre sia allestita. Il luogo cimiteriale più famoso è il Cementerio de la Recoleta, vi è seppellita anche Evita Peron e merita senz’altro una visita. Cambiando di netto orizzonte, è molto bella la zona del Porto Madero. Era un antico porto inglese, oggi ristrutturato ma che conserva ancora i famosi Docks di mattoncini rossi. Scintilla di negozi molto lussuosi, ma anche di piccole botteghe in cui il fascino della tradizione argentina sembra non tramontare mai.

CUCINA E VINI

Una metropoli così ricca e grande offre menù di tutto rispetto in ogni ristorante disseminato lungo le sue strade più importanti di Galleria Pacifico o del quartiere della Recoleta, per non parlare dei locali del quartiere Lavalle e Avenida Corrientes. Il crogiuolo di usanze che caratterizza Buenos Aires, dato dai molteplici flussi di culture lì approdate, ha influenzato in senso francese, inglese, spagnolo o asiatico la cucina. Il piatto caratteristico è la parrilla: un enorme piatto di carne di tutti i tipi alla brace che prende anche il nome (servita singolarmente) di braseros, allo spiedo: asados, sulla griglia: churrascos mentre quella bollita viene chiamata puncheros. Solitamente ci si accompagnano ottimi vini rossi di origine europea, facendo seguire il tutto da ottimi dolci traboccanti di liquore. Non mancano in città gli house-pub, dove i pasti sono all’insegna del mordi e fuggi, in economia senza però trascurare l’aspetto qualitativo.

 

GANGI, UNA PERLA EN EL CORAZÓN DE SICILIA

GANGI,  UNA PERLA EN EL CORAZÓN DE SICILIA

Un pueblito del siglo XIV y todo el encanto de los paisajes y su gente. La Basílica de la Madrice, los palacios y el museo de los Capuchinos.

Como el Pueblo Blanco de Serrat de un barranco, éste cuelga pero de un monte. Es Gangi, una antigua aldea de agricultores en el centro de Sicilia, Italia. Y allí vamos en busca de los ancestros. Los abuelos partieron de ese mismo lugar hace un siglo, en 1905, y al llegar por la campiña, en un micro que partió de la ciudad de Palermo, lo vemos ahí arriba, todo amurallado, entre amarronado y grisáceo. Emociona. Y no va que encima deja de llover y sale el arco iris, para dejar caer uno de sus extremos sobre la torre Sarracena. Algo increíble.

En la Plaza del Pueblo, tras subir por sus callejuelas laberínticas y angostas, del siglo XIV, después de tener el panorama inverso al viaje de llegada, desde arri ba de la montaña al generoso verde rural, preguntamos al azar a un anciano de boina, pura Sicilia, si conoce a algún Restivo y el hombre nos toma del brazo, bien italiano, otea a un grupo que conversa a la sombra de la basílica y después nos dice: "Là c'è uno, andiamo".
Gangi es un pueblito fundado con permiso de Enrico Ventimiglia, conde de Geraci, en 1300, luego de que un año antes Federico II de Aragón (porque a Sici lia no faltó nadie: fenicios, cretenses, griegos, cartagineses, romanos, árabes, normandos, franceses, aragoneses, cada uno dejando huella) ordenara destruir su antecesora desde el siglo V antes de Cristo, Engio, de cuya voz nació el nombre Gangi.

En su Plaza central, punto neurálgico del puñado de familias que allí viven, se destacan la fuente del león y la Basílica de la Madrice, con sus tres naves y el campanario, una torre feudal de los Ventimiglia. Y dentro del templo, una de las mayores obras de arte de la ciudad y de Sicilia, "El juicio universal", de Zoppo de Gangi.

El Palacio Bongiorno es otro sitio obligado, al extremo opuesto de la Plaza del Pueblo. Pertenecía a la familia Piraino hasta el 1700 y contiene frescos del pintor Fumagali. Y, como en toda Italia, en Gangi se lucen sus viejas iglesias: Nuestra Señora de la Cadena, Santa María de Jesús, San Cataldo o el Salvador, entre otras. Además, los conventos y el museo de los Capuchinos. Pero lo que no puede dejar de visitarse son las confiterías con las típicas canolas (cubanitos fritos rellenos de ricota) u otras exquisiteces hechas con las mejores masas del mundo, esas que trajeron las abuelas.

                                                                                           inf. Clarín

 

IL CAFFÉ FA BENE AL FEGATO

IL CAFFÉ FA BENE AL FEGATO

Uno studio di ricercatori dell’Istituto Mario Negri: nelle giuste dosi aiuta a combattere la cirrosi epatica e il tumore.

ROMA - Il caffè non fa male, anzi fa addirittura bene. Una tazzina di espresso protegge infatti il fegato da malattie gravi come la cirrosi epatica e il tumore, soprattutto quando il soggetto è ad alto rischio per queste patologie perché, ad esempio, consuma molti alcolici. La buona notizia arriva dalla revisione di una serie di studi che hanno avuto, negli anni, come protagonista la bevanda più amata dagli italiani. Un compendio di risultati presentato durante l’incontro «La terapia delle malattie epatiche» da Alessandra Tavani, che ha condotto lo studio con Carlo La Vecchia, entrambi dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano.

LE DOSI - Il promotore dell’incontro Adolfo Francesco Attili, Ordinario di Gastroenterologia presso l’Università di Roma La Sapienza ha comunque precisato che troppi caffè possono dare disturbi come tachicardia e difficoltà ad addormentarsi. Questi risultati, ha spiegato Attili, «non devono invogliare a un consumo esagerato di caffè, ma sono importanti perché possono portare alla scoperta delle molecole protettive che esso contiene, probabilmente antiossidanti come i diterpeni».
I BENEFICI - Il consumo di caffè, sottolinea Tavani, è associato a riduzione di rischio della cirrosi: infatti, maggiore è il consumo della bevanda nera, minore la presenza della gamma-glutamil transferasi (GGT), un indicatore della malattia. Analoga riduzione di rischio si riscontra nei confronti dell’epatocarcinoma, il tumore del fegato. Numerosi studi, aggiunge Tavani, mostrano che il consumo di caffè riduce infatti il rischio di sviluppare questo tipo di tumore. Varie componenti del caffè possono essere collegate agli effetti favorevoli della bevanda contro il tumore epatico: sia la stessa caffeina sia i molti agenti antiossidanti di cui il caffè è una fonte preziosissima.
                                                                                                           inf. Corriere Della Sera

SANSEPOLCRO, LA CITTÁ DI PIERO DELLA FRANCESCA

SANSEPOLCRO, LA CITTÁ DI PIERO DELLA FRANCESCA

Posta ai piedi dell’ultimo tratto dell’Appennino toscano, Sansepolcro domina l’Alta valle del Tevere, che si apre in un vasto anfiteatro montano e collinare, delimitato dall’Alpe della Luna, dalla Massa Trabaria, dalle colline della vicina Umbria e dai monti dell’Aretino e dell’Alpe di Catenaia. La tradizione attribuisce a Sansepolcro un’origine mitica per opera di due Santi pellegrini, Arcano ed Egidio che, di ritorno dalla Terra Santa, si fermarono in questa valle dove, per un segno divino, decisero di restare e costruire una piccola cappella per custodire le Sacre Reliquie, portate da Gerusalemme.

Intorno a questo primo oratorio si sviluppò il Borgo che fu detto, proprio per questa origine, del Santo Sepolcro.

 E negli antichi annali del Comune gli storici chiamarono Borgo Sansepolcro “novella Gerusalemme”.

 Feudo degli Abati camaldolesi nell’Alto Medioevo, Sansepolcro fu libero Comune dal 1163. Terra di confine, difese la propria libertà lottando contro Castellani, Perugini, e Aretini.

 Passò dalla Signoria di Uguccione della Faggiola a quella dei Tarlati e a quella, poi, dei Malatesta.

Fu per un breve periodo sotto il dominio dei papi per poi passare, dal 1441, sotto Firenze, dai Medici ai Lorena, fino all’unità d’Italia.

Nel 1520 Sansepolcro fu fatta città e nominata sede vescovile da Papa Leone X.

Dal ‘300 al ‘500 Sansepolcro ebbe il periodo di massimo splendore. Di quei secoli ricchi di commerci (dal guado ai panni ), di arte e cultura, ne è testimonianza il centro storico della città. Chiuso al suo interno da una cinta muraria delimitata dalle cannoniere di Bernardo Buontalenti e dalla pregevole Fortezza di Giuliano da Sangallo, il centro storico di Sansepolcro si caratterizza per un succedersi di pregevoli palazzi medioevali, con le caratteristiche torri, oggi mozze, e rinascimentali (Palazzo delle Laudi, Palazzo Alberti, Palazzo Aggiunti, Palazzo Graziani, Palazzo Ducci del Rosso,…); per le sue Chiese ( dalla Cattedrale romanica, alla Chiesa gotica di S.Francesco) con i loro caratteristici campanili; per l’eleganza e la raffinatezza degli elementi architettonici. Un centro storico colpito da una lunga storia di terremoti, di attacchi esterni e di lotte tra le varie fazioni cittadine, ma che ha conservato sino ai giorni nostri i caratteri di un centro d’autore, profondamente legato al massimo figlio di questa terra: Piero della Francesca.

L’Artista, che si firmava “Pietro dal Borgo”, ha immortalato la sua città nelle sue opere, esaltandone i caratteri, così da avvicinarla a quella città ideale di cui allora si discuteva nelle corti italiane.

Ma Sansepolcro non è solo la patria di Piero della Francesca: La sua ricca storia artistica e culturale si lega ai nomi di Dionisio Roberti, Luca Pacioli ( uno dei massimi matematici del Rinascimento, allievo di Piero della Francesca e amico di Leonardo da Vinci), Matteo di Giovanni, Raffaellin dal Colle, gli Alberti, Santi di Tito, ….

Accanto alla grande tradizione artistica, il folclore. Sansepolcro è infatti anche la città del Palio della balestra e dei giochi di bandiera, testimonianza di un passato di lotte in difesa della libertà comunale. La seconda domenica di settembre, quando i balestrieri di Sansepolcro rinnovano la sfida ai rivali di Gubbio, Sansepolcro si veste dei colori di Piero della Francesca: Squillano le chiarine, rullano i tamburi e in piazza Torre di Berta trionfa il Palio della balestra: festa secolare (le sue origini risalgono ai primi del ‘400) con la quale Sansepolcro ricorda il suo fiero passato di libero Comune, continuamente impegnato a difendersi dagli attacchi dei Signori vicini. Da quelle esercitazioni militari trae origine la gara di tiro con la balestra antica all’italiana, da banco, giunta sino ai nostri giorni con le stesse regole dei secoli passati. Seduti sui banchi da tiro, a 36 metri dal bersaglio o corniolo ( un tronco di cono con al centro una bulletta di ferro), i balestrieri, i cui nomi vengono estratti a sorte, si alternano nei tiri. Vince chi più si avvicina al centro. Vestiti con abiti pierfrancescani nobili, dame e cavalieri assistono alla sfida, mentre gli sbandieratori lanciano nel cielo i loro vessilli.

A fare del settembre il mese cittadino per eccellenza non c’è solo il Palio, corso in onore del Santo Fondatore Egidio. Altri due importanti appuntamenti si alternano annualmente: la Biennale dell’arte orafa e la Biennale del merletto o trina a spilli, con le quali vengono valorizzate due importanti tradizioni locali che uniscono in sé arte e perizia artigianale.

Oggi Sansepolcro è una città attiva e moderna, con circa 15.600 abitanti, che, pur impegnata a salvaguardare il proprio nobile passato, la sua identità di città d’autore e le sue tradizioni, guarda al futuro. Il suo sviluppo industriale risale al 1827, data di nascita della Buitoni, l’importante industria alimentare che da qui si è sviluppata a livello internazionale e oggi è presente a Sansepolcro con un modernissimo pastificio. Accanto a questo, altri marchi prestigiosi nel campo della camiceria, della maglieria e del tessile abbigliamento, caratterizzano l’economia della città. Alla struttura industriale va aggiunta una agricoltura basata in particolare sulla coltivazione del tabacco, particolarmente pregiato, seguito da peperoni, pomodori, girasoli, cereali, tra i quali grano, mais, orzo. In questi ultimi anni si è andata sviluppando la coltivazione e commercializzazione delle erbe officinali , accanto ad una crescente sensibilità verso un’agricoltura pulita che faccia della Valtiberina una “valle verde”.