Blogia

COL CUORE IN ITALIA

CORTINA D´AMPEZZO CON LE TOFANE

CORTINA D´AMPEZZO CON LE TOFANE

MAFALDA, RIBELLE MA PREOCCUPATA PER L´ UMANITÁ

MAFALDA, RIBELLE MA PREOCCUPATA PER L´ UMANITÁ

 Joaquín Salvador Lavado (Mendoza, Argentina, 17 luglio 1932), meglio conosciuto come Quino, è un autore di fumetti. Nacque il 17 luglio 1932 (anche se all'anagrafe risulta nato il 17 agosto) e in famiglia, fin dalla nascita, viene chiamato Quino per distinguerlo dallo zio Joaquín Tejón, pittore e disegnatore pubblicitario. Durante l'adolescenza rimase orfano di madre (1945) e di padre (1948) e, terminata la scuola dell'obbligo, si iscrisse alla Scuola di Belle Arti di Mendoza nel 1945 che abbandonò quattro anni dopo. L'anno successivo riuscì a vendere il suo primo fumetto di pubblicità ad un negozio di tessuti.

Nel 1951 si recò a Buenos Aires con l'intenzione, vana, di trovare lavoro come fumettista. Tornò quindi a Mendoza e, dopo il servizio militare, nel 1954 si trasferì a Buenos Aires sempre con l'intento di realizzare il suo sogno di lavoro. E questa volta le cose andarono diversamente: i suoi disegni infatti vennero pubblicati regolarmente sulla pagina umoristica del settimanale "Esto es". È solo l'inizio di una lunghissima carriera che ha visto i suoi disegni comparire su centinaia di quotidiani e periodici latino americani ed europei. Nel 1957 iniziò a pubblicare con regolarità su "Rico Tipo" e l'anno successivo cominciò ad occuparsi anche di grafica pubblicitaria.

Nasce Mafalda

Nel 1962 realizzò la sua prima mostra in una libreria di Buenos Aires e l'anno successivo pubblicò il suo primo libro "Mundo Quino" che raccoglie vignette mute. Ma il 1963 è da ricordare soprattutto per la nascita di Mafalda. La genesi della piccola-grande bambina è abbastanza strana: doveva infatti servire per pubblicizzare una marca di elettrodomestici: la Mansfield il cui logo conteneva una M e una A (da cui Mafalda). Quino non fece quella campagna pubblicitaria ma gli restarono alcune strisce. Nel 1964 la bambina, a cui il nome di Quino è ormai indissolubilmente associato, comparve in tre strisce pubblicate da "Gregorio", supplemento umoristico della rivista "Leoplán", Il 29 settembre Quino inizia a pubblicare regolarmente le strisce di Mafalda su "Primera Plana", il settimanale argentino più importante dell'epoca. Il 9 marzo dell'anno successivo terminò la collaborazione con il settimanale e Mafalda passò sulle pagine del quotidiano "El Mundo". Per il Natale 1966 l'editore Jorge Álvarez pubblicò il primo libro che raccoglieva in ordine cronologico le strisce di Mafalda. La tiratura di 5.000 copie andò esaurita in due giorni.

La collaborazione con "El Mundo andò avanti per oltre due anni e mezzo, fino al 22 dicembre 1967 quando il quotidiano chiuse. Nel frattempo Jorge Álvarez pubblicò il secondo volume-raccolta delle strisce. La terribile bambina ricompare in edicola solo il 2 giugno 1968 (su "Siete días"). In quell'anno non solo Jorge Álvarez pubblica altri due volumi di Mafalda, ma per la prima volta trenta strisce del personaggio vengono pubblicate in Italia all'interno del volume antologico "Libro dei bambini terribili per adulti masochisti". Il primo volume completamente dedicato a lei nel nostro paese apparve solo un anno dopo: si intitolava "Mafalda la contestataria" e la prefazione portava la firma di Umberto Eco; intanto in Argentina usciva il quinto volume della serie.

 

Mafalda è la protagonista dell'omonima striscia a fumetti scritta e designata dal fumettista argentino Quino, pubblicata dal 1964 al 1973, molto popolare in America Latina ed in Europa.

 

È una bambina dallo spirito ribelle, profondamente preoccupata per l'umanità e per la pace mondiale, che continua a porsi ed a porre ai suoi genitori domande candide e disarmanti nel loro enunciato, ma a cui è arduo, quando non impossibile, trovare risposta nel mondo in cui viviamo. Domande che sempre mettono i genitori in imbarazzo, mettendo a nudo le contraddizioni e le difficoltà del mondo degli adulti, nel quale Mafalda rifiuta di integrarsi.

Umberto Eco, in un lavoro del 1968, l'ha paragonata al Charlie Brown di Charles M. Schulz, evidenziandone la simile età e le diversità di approccio verso il mondo in cui ognuno dei due vive.

Mafalda è stata pubblicata anche in Italia ed escono ancora oggi sul mercato volumi di raccolte di strisce.
Tra le lingue in cui è stata tradotta si annovera anche il cinese.
Non è mai stata pubblicata negli Stati Uniti.

Benché Quino si sia sempre opposto all'adattamento della striscia per il cinema o il teatro, Carlos Márquez ne ha prodotto un film d'animazione nel 1982, poco conosciuto.

A Mafalda è stata dedicata una piazza di Buenos Aires.

La storial personaggio, il cui nome è ispirato da alcune novelle di David Viñas tra cui "Dar la cara," è nato nel 1962 per un cartoon promozionale che sarebbe dovuto apparire sul quotidiano Clarín. Tuttavia, all'ultimo momento, Clarín ruppe il contratto e la campagna fu annullata.

Mafalda divenne un vero fumetto su suggerimento di Julián Delgado, a quel tempo editore del settimanale Primera Plana ed amico personale di Quino. La prima striscia comparve su quel settimanale a partire dal 29 settembre 1964 con episodi che avevano per protagonisti Mafalda ed i suoi genitori; il personaggio di Felipe fu aggiunto nel gennaio del 1965. Due mesi dopo, il 9 marzo, la pubblicazione fu sospesa a seguito di una controversia legale.

Una settimana dopo, il 15 marzo 1965, Mafalda comincia ad apparire quotidianamente sulle pagine di El Mundo, di Buenos Aires, permettendo all'autore di seguire da vicino l'attualità. Nelle settimane successive nacquero i personaggi di Manolito e Susanita, mentre troviamo la mamma di Mafalda incinta quando il giornale chiude, il 22 dicembre 1967.

Le pubblicazioni sono riprese sei mesi più tardi, il 2 giugno 1968, nel settimanale Siete Días Illustrados. Dato che il fumetto andava preparato almeno due settimane prima della pubblicazione, Quino non riuscì più a seguire col fumetto l'attualità come aveva fatto in precedenza. Smise definitivamente di pubblicare la striscia il 25 giugno 1973.

Da allora, Quino ha disegnato Mafalda pochissime altre volte, e solo per attività connesse alla promozione dei diritti umani. Un esempio è il suo poster del 1976 per l'UNICEF che illustra la Convenzione Internazionale sui Diritti  dell'Infanzia.

I personaggi

                                                  

  • Mafalda: il personaggio principale, una bambina di sei anni che odia la minestra. Si comporta come ogni bambina della sua età, ma ha anche un occhio acuto ed indagatore sul mondo e sulla vita.
  • Mamma (Raquel, 6 ottobre 1964) e Papá (senza nome, 29 settembre 1964): i genitori di Mafalda sono una coppia normalissima, spesso messa in difficoltà dalla personalità della figlia. Il papà lavora in un alienante ufficio di assicurazioni, la mamma è casalinga.
  • Felipe (19 gennaio 1965): il migliore amico di Mafalda, con cui condivide lo sguardo candido sul mondo; è un sognatore che odia la scuola - preferisce i fumetti del Cavaliere Solitario - e spesso ingaggia lotte con la sua coscienza per via del suo senso di responsabilità. È stato ispirato dal giornalista Jorge Timossi, amico di Quino.
  • Manolito (Manuel Goreiro, 29 marzo 1965): figlio di un negoziante spagnolo, mette denaro ed affari sopra ogni altra cosa; è uso vendere caramelle agli amici fingendo di offrirle. A scuola è un po' zuccone.
  • Susanita (Susana Beatriz Chirusi, 6 giugno 1965): bambina dalla visione del mondo praticamente opposta a quella di Mafalda. Frivola e superficiale, tutto ciò che vuole dalla vita è un marito ricco che le dia un numero enorme di figli.
  • Guille (Guillermo, 1968): il fratellino di Mafalda (in italiano Nando).
  • Miguelito: personaggio più giovane ed innocente degli altri, dalla personalità buona, quando riesce a superare l'egoismo dietro il quale spesso si difende
  • Libertad (15 febbraio 1970): una bambina piccola piccola. Non a caso (in italiano Libertà).

 

IL COMUNE DI SANSEPOLCRO PASSA ALLA CDL

IL COMUNE DI SANSEPOLCRO PASSA ALLA CDL

Franco Polcri, sostenuto dalla Casa delle Libertà e dalle liste civiche Viva Sansepolcro e Ambiente e Cultura, è il nuovo sindaco di Sansepolcro. Ha battuto al ballottaggio Bruno Graziotti sostenuto da "Ulivo per la città ideale". Franco Polcri ha ottenuto 4.943 voti, il 51,79 per cento, mentre il suo avversario si è fermato a 4.602 voti, il 48,21 per cento. Al ballottaggio sono andati a votare 9.755 elettori pari al 73,06% degli aventi diritto. Franco Polcri, 68 anni, insegnante di lettere in pensione, succede ad Alessio Ugolini dell'Unione che si era dimesso anticipatamente a seguito della rottura dei rapporti con Rifondazione sulla questione del piano strutturale.

Dopo oltre mezzo secolo di governo delle sinistre, l’importante centro della Valtiberina toscana, feudo rosso di lunga data, passa alle forze moderate e conservatrici, grazie ad un’oculata politica unitaria della CDL (un’eccezione in questo momento in Toscana, visto gli arrosti di Arezzo e Grosseto e le fibrillazioni di Lucca e Montecatini) e all’azione del dott. Polcri, vero esempio di ottimo politico.


 Franco Polcri nasce il 7 Maggio 1938 a Sansepolcro, “di fronte al Fiorentino” come ama spesso ripetere. E’ diventato a soli 19 anni istitutore presso il Collegio dei Somaschi in Piazza Capranica a Roma, avendo tra i propri allievi anche personaggi famosi, tra cui Enrico Montesano. Si laurea in lettere moderne e, svolge per tantissimi anni con gran dedizione la professione dell’insegnamento di lettere e latino al Liceo Scientifico di Sansepolcro. Ex Presidente della Pro-Loco “Vivere a Borgo Sansepolcro” e dell’Accademia degli Sbalzati; presidente e fondatore dell’Associazione storica dell’Alta Valle del Tevere nonché, noto gallerista.

PISTOIA.....PIAZZA DEL DUOMO

PISTOIA.....PIAZZA DEL DUOMO

 

BIAGIO ANTONACCI.....ISTINTO ED ISPIRAZIONE

             
         Biagio Antonacci

Biografia

Nato a Milano il 9 novembre 1963, ma vissuto a Rozzano, già giovanissimo suona la batteria e nonostante l'impegno scolastico per prendere il diploma da geometra. Partecipa nel 1988, tra le nuove proposte, alla 38esima edizione del Festival di Sanremo con la canzone Voglio vivere in un attimo. Ottiene il suo primo contratto discografico e nel 1989 pubblica il primo album, Sono cose che capitano, che non passa inosservato grazie alla canzone Fiore. Il disco che lo farà conoscere al grande pubblico pero è Adagio Biagio uscito due anni dopo.

Il successo

Nel 1991 propone il singolo, e relativo album, Liberatemi con cui gira l'Italia partecipando al Festivalbar e con cui ottiene finalmente il successo meritato. Il cd Liberatemi, prodotto da Mauro Malavasi, vende 150.000 copie e sancisce l'importanza di Biagio Antonacci nel panorama musicale italiano. Nonostante gli impegni riesce a dedicare del tempo all'altra sua passione, il calcio, e diventa titolare della nazionale cantanti che si esibisce per scopi benefici. In una di queste occasioni conosce don Pierino Gelmini e collabora al suo progetto per il recupero di giovani emarginati con diverse iniziative. Nel 1993 partecipa al Festival di Sanremo con Non so più a chi credere e nello stesso anno e' in tour per tutta l'Italia ottenendo un'ottimo riscontro di pubblicco.biagio antonacci

La Conferma

Per il quarto album bisogna attendere l'anno successivo, il 1994, quando esce Biagio Antonacci, con cui si conferma artista di successo. I singoli estratti sono Se io, se lei e Non è mai stato subito. Nel lavoro successivo, Il mucchio, pubblicato nel 1996 Biagio Antonacci compare oltre che come autore e interprete anche come produttore, insieme a Fabio Coppini. Tra le 13 canzoni si ricordano Happy family scritta insieme a Luca Carboni e Se è vero che ci sei dove si e' avvalso della collaborazione di Mel Gaynor, batterista dei Simple Minds. Il sesto album, Mi fai stare bene, è prodotto completamente da Antonacci e le canzoni Iris e Mi fai stare bene ottengono un enorme successo. Tra il tour e gli impegni con la nazionale cantanti, nel 2000 produce Come una goccia d'acqua, disco della cantante Syria nel quale sono presenti tre sue canzoni. Nello stesso anno esce Tra le mie canzoni una raccolta dei suoi maggiori successi, alcuni rielaborati ed altri live, più due inediti. Il primo album dal vivo di Biagio Antonacci è 9 Novembre 2001, il cui titolo è sia la data di pubblicazione che quella del suo compleanno. Nel 2003 per il mercato spagnolo e sudamericano viene pubblicato Cuanto tiempo...y ahora che contiene 134 brani. A giugno 2003 è ospite del concerto di Firenze di Claudio Baglioni.

 

Convivendo

Nel 2004 parte il progetto Convivendo con l'uscita della prima parte, seguita nel 2005 dalla seconda. Esperimento nuovo nel mercato musicale italiano che vede l'uscita di due mini album, in tempo diverso, invece del più classico disco doppio. Convivendo parte 1 è promosso dal singolo Convivendo, il cui video vede come protagonista l'ex velina Elisabetta Canalis, mentre Convivendo parte 2 dalla canzone Sappi amore mio, coprodotta con Steve De Maio.
Oltre che per Syria, ha scritto canzoni anche per Flavia Fortunato, Annalisa Minetti e Mietta.

     Biagio Antonacci - Convivendo parte 1

Come Biagio

Nell'estate 2005 Simone Cristicchi spopola nelle classifiche italiane con un simpatico brano a lui dedicato, Vorrei cantare come Biagio.
Il 1° settembre 2005, ad Hollywood, Biagio Antonacci ha ricevuto il premio come "Best Male Selling Italian Artist", per le vendite dell'album Convivendo che a inizio novembre ha superato il milione di copie. A metà settembre partecipa alla ormai consueta "jam session" di Claudio Baglioni nella splendida isola di Lampedusa. Il 4 novembre 2005 è uscito un DVD, registrato la scorsa primavera al Forum di Assago, intitolato ConVivo che contiene i due capitoli di Convivendo, alcuni dei suoi migliori successi e un inedito, il singolo Immaginano.

Discografia

Album

[Cover] [Cover] [Cover]

   

  • 1989 - Sono cose che capitano
  • 1991 - Adagio Biagio
  • 1993 - Liberatemi
  • 1994 - Biagio Antonacci
  • 1996 - Il mucchio
  • 1998 - Mi fai stare bene
  • 2000 - Tra le mie canzoni (raccolta con due inediti)
  • 2001 - 9 Novembre 2001
  • 2004 - Convivendo - Parte I
  • 2005 - Convivendo - Parte II

  [Cover] [Cover]  [Cover] 2 cd + dvd

Edizioni particolari

  • 1999 - Mi fai stare bene LE (Limited Edition con traccia cd-rom)
  • 2003 - Cuanto tiempo...y ahora (per il mercato spagnolo e sudamericano)

Dvd

  • 2000 - Live in Palermo (concerto del 10 luglio 1999)
  • 2005 - ConVivo (concerti di aprile 2005 al Forum di Assago)

                                     Convivendo

Un po’ colpa mia…un po’ colpa tua…sposiamoci
In una bugia c’è la verità…di vivere
Prima che io…prima che tu…si cambi idea
E le nostre pagine più belle
vengano distratte dagli amanti che…
Fanno di me…fanno di te…la fantasia
Che io come te…. ho ancora paura di perdere…
Le distratte corse libere nei cuori…
A volte fanno meglio delle grandi cose…..

Dicono che col tempo arriverò
A far convivere io e te l’amore
Dicono che per stare insieme a te
Bisognerebbe darti e mai privarti…

Io ci voglio credere …e tu?
Io ci voglio credere…convivendo
Io ti voglio vivere…e tu?
Io ti voglio vivere….convivendo

Un po’ colpa mia…un po’ colpa tua…tocchiamoci
Nel nostro letto….Preso e montato di sabato
Passiamo ore a fare e disfare…e a miagolare
Giurami che…ti giuro che…non finirà

Perché quello che noi abbiamo dentro è grande…
O perlomeno pari all’impossibile…

Dicono che col tempo arriverò
A far convivere io e te l’amore
Dicono che per stare insieme a te
Bisognerebbe darti e mai privarti…

Io ci voglio credere…e tu?
Io ci voglio credere…convivendo
Io ti voglio vivere..e tu?
Io ti voglio vivere…convivendo
Convivendo…convivendo…convivendo


SIMONE CRISTICCHI, UN CANTAUTORE FUORI DEGLI SCHERMI

SIMONE CRISTICCHI, UN CANTAUTORE FUORI DEGLI SCHERMI

                    

Simone Cristicchi (Roma, 5 febbraio 1977), è un cantautore italiano.

Fin da ragazzo si appassiona ai fumetti, imparando l'arte del disegno a china con Jacovitti e presta servizio da volontario in un centro d'igiene mentale, esperienza che lo segnerà per tutta la vita.

A 17 anni trova una chitarra in soffitta e inizia a strimpellarla formando un gruppo heavy metal stile Nirvana.

E' nel 1997, all'età di 20 anni, che scopre la canzone d'autore.

Nel 1998 vince il concorso nazionale Cantautori, conquistando il Premio SIAE per il miglior brano L'uomo dei bottoni.

Nel 1999 suona assieme a Morgan dei Bluvertigo e Cristina Donà nella serata tributo a Jeff Buckley.

Nel 2000 apre i concerti di Max Gazzè e Niccolò Fabi e, grazie al manager Francesco Migliacci, firma un contratto con l'etichetta Carosello Records che pubblica il suo primo singolo Elettroshock, brano di discreto successo radiofonico.

Nel 2002 partecipa al programma Destinazione Sanremo presentato da Pippo Baudo e Claudio Cecchetto con il brano Leggere attentamente le istruzioni che viene eliminato sbarrandogli la strada al Festival di Sanremo.

Nel 2003 presenta un nuovo brano alla giuria del Festival, Studentessa universitaria, che viene bocciato da Tony Renis.

Vince il Festival di Crotone Una casa per Rino, dedicato al cantautore Rino Gaetano conquistando il Cilindro d'argento. Apre i concerti della band Ciaorino, la più famosa cover-band di Rino Gaetano.

La grande svolta arriva nel 2005 grazie al tormentone Vorrei cantare come Biagio. Il 12 aprile canta il brano nel concerto di Biagio Antonacci davanti a 10.000 persone, coronando il sogno raccontato nella canzone.  

                       
Cantare Come Biagio - Simone Cristicchi
VORREI CANTARE COME BIAGIO


Rit: Vorrei cantare come Biagio Antonacci
Vorrei pesare come Biagio Antonacci
Firmare autografi alle fan, riempire i palasport
E fare quel che fa Biagio Antonacci
Vorrei vestirmi come Biagio Antonacci
Vorrei convivere con Biagio Antonacci
Se fin da piccolo il mio mito era Jim Morrison
Con Rambo e Rocky, adesso è solo Biagio Antonacci

Godo della stima dei miei simili e per quanto sia nostalgico non sono stato mai da Paolo Limiti
I limiti che ho li riconosco, sono cappuccetto rosso perso in questi sottoboschi artistici.
Credici, mi dicono, credici e arriverai al Palalottomatica o al Festivalbar,
fidati, mi dicono, fidati, ce la fai. Ma io mi sento un panchinaro condannato allo stand-by.
Mi stimano tantissimo i colleghi cantautori, i direttori generali e pure i produttori,
mi vuole bene questo pubblico di nicchia, ma io mi sento piccolo come una lenticchia.

Rit: Vorrei cantare come Biagio Antonacci
Vorrei pesare come Biagio Antonacci
Firmare autografi alle fan, riempire i palasport
E fare quel che fa Biagio Antonacci
Vorrei vestirmi come Biagio Antonacci
Vorrei convivere con Biagio Antonacci
Se fin da piccolo il mio mito era Jim Morrison
Con Rambo e Rocky, adesso è solo Biagio Antonacci

Pesante la tua musica leggera, la trovi su cd, lp e su dischetti per tastiera,
mentre a me mi trovi in giro qualche sera, in un locale dove fuori certamente non c’è fila.
Purtroppo in cima alle classifiche non ci facciamo compagnia
La costruzione di un successo è sempre un’alchimia di musica e di testo,
tu sei un gran maestro, ti dedico ‘sto pezzo e spero che ricambierai la cortesia.

Rit: Vorrei cantare come Biagio Antonacci
Vorrei pesare come Biagio Antonacci
Firmare autografi alle fan, riempire i palasport
E fare quel che fa Biagio Antonacci
Vorrei vestirmi come Biagio Antonacci
Vorrei convivere con Biagio Antonacci
Se fin da piccolo il mio mito era Jim Morrison
Con Rambo e Rocky, adesso è solo Biagio Antonacci

Sono bravo a scrivere canzoni, si, ma tu di più, ma tu di più,
sono bravo a regalare le emozioni, si, ma tu di più,
ma quanto tempo e ancora, io dovrò darci dentro
quanto tempo e ancora mi viene da star male perché

Rit: Purtroppo io non sono Biagio Antonacci
Vorrei pesare come Biagio Antonacci
Firmare autografi alle fan, riempire i palasport
E fare quel che fa Biagio Antonacci
Vorrei vestirmi come Biagio Antonacci
Vorrei convivere con Biagio Antonacci
Se fin da piccolo il mio mito era Jim Morrison
Con Rambo e Rocky, adesso è solo Biagio Antonacci!!!

Purtroppo io non sono Biagio Antonacci

                       


 

Alla fine dello stesso anno esce il primo album Fabbricante di canzoni trainato dal secondo singolo di successo Studentessa universitaria. L'album conquista il Premio della critica

A febbraio 2006 partecipa al 56° Festival di Sanremo nella categoria Giovani. Si classifica al secondo posto col brano Che bella gente, che riscuote un buon successo radiofonico

CHE BELLA GENTE


Ilala ilalà ilalà...
Cie bella gente capisce tutto
Sa il motivo ma non il trucco
Scruta dietro persiane vecchie ormai
Ti fa sempre gran domande
Poi ti intaglia come un diamante
Aspetta che tu crolli per poter dire agli altri
«L'avevo detto io»
Bisognerebbe stare tutti zitti
Non dare retta neanche ai tuoi fratelli
Parlare piano piano a bassa voce
Vedi Gesù che l'hanno messo in croce
Embè Embè
Vuoi o non vuoi devi fare così
Io sulla croce ci andrei
Ma per chi, per chi
Ilalà ilala ilala ilala...
Che bella gente capisce tutto
Sa il motivo ma non il trucco
Ha pistole con proiettili di malignità
Bisognerebbe caricarle a salve
E far di gomma tutti quei pugnali
Che se ti giri per un solo istante
Te li ritrovi conficcati alle spalle
Embè Embè
Vuoi o non vuoi devi fare così
io pugnalato sarei
Ma da chi, da chi
Aspetterò
Che mi darete addosso
Aspetterò
Fermo qui al mio posto canterò...
Per esempio certe volte preferisco i matti
Perché dicono quello che pensano e non accettano ricatti e compromessi
Non si confondono con gli altri
Nel bene, nel male rimangono se stessi
Tu non accontentarti di restare in superficie
Ma scava nel profondo oltre la radice e le apparenze
Amami per quel che sono veramente
E resterò con te per sempre
Ilalà ilala ilala ilala... Che bella gente

        
                  Vorrei cantare come Biagio    Studentessa universitaria 

Dopo il Festival viene pubblicata la ristampa dell'album.

Da segnalare la vittoria di altri premi: Premio Giorgio Gaber, Premio Carosone, Musicultura

Discografia

Fabbricante di canzoni (2005)

1. Senza 2. Studentessa universitaria 3. Vorrei cantare come Biagio 4. Fabbricante di canzoni 5. L'isola 6. La filastrocca della morlacca 7. Telefonata per l'estate 8. Ombrelloni 9. A sambà 10. Stupidowski 11. Sul treno 12. Angelo custode 13. Questo è amore 14. Rufus                              

                                 

 

                          

GIANLUCA GRIGNANI: UN RE DEL NIENTE CHE VUOLE ESSERE LIBERO DI SOGNARE

                         

                               

Gianluca Grignani (nato a Milano il 7 aprile 1972) è un cantautore italiano.

A 17 anni canta davanti ai bar, poi nel 1994 pubblica il suo primo singolo La mia storia tra le dita che gli apre le porte al Festival di Sanremo del 1995 dove ottiene un trionfo di pubblico con Destinazione paradiso. L'album omonimo che esce poco dopo balza in testa alle classifiche non solo italiane ma anche in quelle del Sudamerica. Escono singoli come Falco a metà e Primo treno per Marte.

Nel 1996 esce La fabbrica di plastica mentre nel 1998 Campi Di Popcorn.

Nel 1999 è di nuovo a Sanremo con Il giorno perfetto. Tre anni dopo è ancora sul palco dell'Ariston con Lacrime dalla luna anticipato e seguito da due singoli di successo: Uguali e diversi e L'aiuola.

                              

Nel 2004 esce Che ne sarà di noi (scritta in collaborazione con Andrea guerra) canzone-tema del film omonimo di Giovanni Veronesi la quale gli farà vincere a Saint Vincent il premio Grolla d'Oro per il Cinema 2005.

Nel 2005 esce Il Re Del Niente che con il singolo Bambina dallo spazio si inserisce nei primi posti delle classifiche musicali italiane. In seguito vengono estratti i singoli "Arrivi Tu" e "Il Re Del Niente", che da il titolo al cd.

Nel 2006 partecipa al Sanremo con Liberi da sognare ma viene eliminato alla prima selezione dopo la votazione delle giurie demoscopiche. La canzone però dopo il primo giorno di festival è la più trasmessa dalle radio

                 

                                                 

» Liberi Di Sognare «
Ci sono quelli che non sono come te
E forse non sapremo mai chi siamo
Ma siamo quelli che la vita è lacrime
E sappiamo dire no se non è umano

Quelli come noi,
noi che non siamo degli eroi
Però quelli come noi ci sono,
e siamo...

Liberi di sognare più leggeri della realtà
Liberi di sognare per poter vivere come ci va
Liberi di sognare perchè di noi il domani che ne va
Siamo liberi di sognare fino all'alba del giorno che verrà

Ci sono quelli che non sono come te
Ma tu non te ne sei mai accorto prima
Ma sono quelli che non sanno mai perché
Ma san sognare fino a domattina

Quelli come noi
e che gli altri facciano gli eroi

Liberi di sognare piu leggeri della realtà
Liberi di sognare che prima o poi qualcuno ce la fa
Liberi di sognare quando tutto il resto non ci va
Perché siam liberi di sognare noi figli dell'alba che...

Liberi di sognare piu leggeri della realtà
Liberi di sognare che prima o poi qualcuno ce la fa
Liberi di sognare
guarda qualcuno sta volando già perché è libero di sognare

Liberi di sognare
Liberi di sognare

Dreaming away for freedom
Dreaming away for freedom
Fino all'alba del giorno che verrà
Noi figli di quale mondo chissà
Noi figli di questo mondo qua.

           Il Re del Niente          Succo Di Vita: Very Best Of

                                        

 

RAFFAELLA CARRA, UNA SHOWGIRL DI TUTTI I TEMPI

RAFFAELLA CARRA, UNA SHOWGIRL  DI TUTTI  I TEMPI

Raffaella Carrà, nome d'arte di Raffaella Pelloni (nata a Bologna il 18 giugno 1943), attrice, showgirl, cantante, è una delle più famose presentatrici televisive italiane.

Nel 1960 dopo essersi diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia, debutta al cinema nel film di Florestano Vancini "La lunga notte del '43". Partecipa a diverse pellicole tra cui: "I Compagni" di Mario Monicelli al fianco di Marcello Mastroianni mentre nel 1965 è assieme a Frank Sinatra ne Il Colonnello Von Ryan.

Nel 1970 arriva il vero successo televisivo: con lo spettacolo "Io Agata e tu" in cui pretende di ballare per tre minuti alla sua maniera, lanciando un nuovo stile di showgirl, scattante e moderna. Nell'autunno dello spesso anno è al fianco di Corrado in Canzonissima dove dà scandalo per l'ombelico scoperto sfoggiato nella sigla mentre canta "Ma che musica maestro!" . L'anno seguente è di nuovo a Canzonissima, lancia il famoso Tuca tuca e canta Chissà se va. Segue poi (nel 1974) Milleluci, presentata assieme a Minae a seguire la sua terza "Canzonissima", presentata questa volta da sola.

Nel 1978 presenta il varietà del sabato sera Ma che sera e nel 1982 Fantastico 3 con Corrado e Gigi Sabani. Nel 1984 è invece la volta di Pronto Raffaella.

Nel 1986 è la conduttrice di Domenica In mentre nel 1987 passa a Mediaset, realizzando gli spettacoli "Raffaella Carrà Show" e "Il principe azzurro" che però non ottengono grossi risultati in termini di ascolto e appannano un po' la sua popolarità. Ritorna in RAI nel 1990, prima con "Raffaella Venerdì Sabato e Domenica - Ricomincio da Due" e poi con "Week end con Raffaella" e nel 1991 conduce assieme a Johnny Dorelli Fantastico 12.

Decide poi di andare a lavorare nel 1992 al 1995 in Spagna con successo: prima 2 anni sul primo canale Tve dove conduce Hola Raffaella, premiato col TP, l'equivalente iberico del Telegatto, e poi un altro programma sulla tv pubblica spagnola; lavorerà l'ultimo anno all'italo-spagnola Telecinco. Sarà poi ospitata in una serata speciale da Tve nel 2004.

Nel 1995 è di nuovo in Italia con Carràmba che sorpresa, il successo personale più clamoroso: condurrà il programma per altre quattro edizioni nella fascia prime-time del sabato con uno share medio del 30%. Nel 2001 presenta il Festival di Sanremo, edizione che non avrà il successo sperato, come peraltro ella stessa ha ammesso. Nel 2004 conduce il programma "Sogni" e nel 2006 "Amore", dedicato alle adozioni a distanza che la conduttrice sostiene (ne ha fatte 7).

Tra i suoi successi canori, si ricordano Tanti auguri, Ma che musica maestro! e Rumore, nonché una fortunata interpretazione di Maracaibo (di Lou Colombo), spesso erroneamente attribuita direttamente a lei.