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COL CUORE IN ITALIA

LA PERIODISTA ORIANA FALLACI TRABAJA EN DIBUJO DE MAHOMA

LA PERIODISTA ORIANA FALLACI TRABAJA EN DIBUJO DE MAHOMA

 
  


La ilustración mostrará al profeta rodeado de "sus nueve esposas, incluyendo la niña con la que se casó a los 70 años, y sus 16 concubinas". La italiana es conocida por sus libros con duras críticas al Islam
La polémica periodista italiana Oriana Fallaci, conocida por sus libros con duras críticas al Islam, está trabajando en una caricatura del profeta Mahoma, informó el diario "Giornale della Toscana".

El dibujo mostrará al profeta rodeado de "sus nueve esposas, incluyendo la niña con la que se casó a los 70 años, sus 16 concubinas y un camello llevando una burka (vestido usado por las mujeres que cubre por completo el cuerpo, incluido el rostro)".

Este reportaje fue criticado por los líderes musulmanes italianos, quienes advirtieron sobre el riesgo de que genere más enojo.

"Fallaci es una persona irresponsable que no se da cuenta del daño que puede causar. Este tipo de comportamiento sólo terminará beneficiando la causa de los extremistas", dijo Hamza Roberto Piccardo de la Unión de Comunidades y Organizaciones Islámicas de Italia en entrevista con la agencia DPA.

Piccardo señaló que los musulmanes no entenderían la iniciativa de Fallaci y rechazó su idea del profeta como históricamente inexacta. "El profeta murió a los 63 años y Aisha era adolescente, no una niña, cuando se casó", explicó.

Fallaci escribió dos libros en los que critica fuertemente al Islam. En "La fuerza de la razón", advierte sobre los peligros de una "colonización musulmana de Europa". Su primer libro, "La rabia y el orgullo", se convirtió en bestseller en Italia y en el extranjero.

AMEDEO MINGHI, UN BIG DELLA CANZONE ITALIANA

AMEDEO MINGHI,  UN BIG DELLA CANZONE ITALIANA

La "storia" inizia alla meta' degli anni '60 quando, il giovane Amedeo, si presenta alla Ricordi per una audizione. Il provino va bene e si traduce subito dopo nell'incisione di un 45 giri, (l'oggi ricercatissimo "Alla fine"). Potrebbe essere l'inizio di una buona carriera, ma arriva il servizio militare a rimandare le cose. Bisognerà infatti aspettare parecchi anni prima di incontrare, (siamo nel 1976), "L'immenso", il suo primo successo vero e uno dei più grandi degli anni '70 con decine di versioni in tutto il mondo. Sembrerebbe l'inizio di una solida affermazione personale, ma purtroppo non è così. Amedeo si è guadagnato una grande stima nell'ambiente editoriale e discografico, gli viene chiesto di scrivere canzoni per altri, ma di progetti che lo valorizzino come interprete ancora non si parla. Un tentativo fatto con la CBS nel 1980 va a vuoto: la multinazionale allora americana (oggi giapponese Sony Music) gli chiede di interpretare un genere easy listening che non può certo essere nelle sue corde.

Nel 1983 l'incontro con un giovane poeta romano, Gaio Chiocchio, segna un momento di grande importanza nel suo percorso artistico: le melodie eleganti si sposano con naturalezza con i versi di questo autore, e dal loro breve sodalizio (tre anni: in seguito Minghi firmerà integralmente le sue composizioni) nasceranno alcune pietre miliari del suo repertorio quali "1950", "St.Michel", "Quando l'estate verrà", "Sognami", "Emanuela e io", "Cuore di pace", "Ladri di sole".
A tanta ricchezza produttiva non fa riscontro un pari impegno promozionale della casa discografica, e quindi l'appuntamento con il successo è ancora una volta rimandato. Minghi non si perde d'animo e decide di fare da solo: produce e pubblica a sue spese “SERENATA” prima e il disco destinato finalmente a promuoverlo nell'Olimpo dei grandi: "Le nuvole e la rosa". Per lanciarlo, Minghi studia un happening musical-teatrale ad hoc: sempre a sue spese, nell'aprile del 1989 affitta il Teatro del Piccolo Eliseo e va in scena alternando canzoni al pianoforte a monologhi recitati.

Il debutto di “FORSE SI MUSICALE” è accolto con entusiasmo e dà il via ad un successo destinato a crescere di giorno in giorno: è un passa parola, un tam-tam, dapprima cittadino poi nazionale, che finalmente decreta la più bella delle vittorie personali di questo artista. I mesi successivi segnano l'avvio di una tournée praticamente infinita che si concluderà dopo ben tre anni, con un milione di spettatori, costellata di hit da centinaia di migliaia di copie come "La vita mia", "Canzoni", "Vattene amore", ( quest'ultime scritte per Mietta che Amedeo produce), "Nenè", e di appuntamenti indimenticabili come il concerto di “S. MARIA IN TRASTEVERE” (40.000 persone), i concerti al Teatro Sistina di Roma e quello de “I RICORDI DEL CUORE” allo Stadio Olimpico che apre per la prima volta il suo spazio alla musica così detta leggera documentato in un vendutissimo home video, tenuto di fronte a 25.000 persone con l'accompagnamento di una grande orchestra di 40 elementi e di un coro polifonico.
A furor di popolo, è davvero il caso di dirlo, Minghi sarà quasi "costretto" a ripubblicare in due album live, "La vita mia" e "Amedeo Minghi in concerto", e in una raccolta, "Nenè", le sue canzoni vecchie e nuove.

Parallelamente a quella di interprete ed autore, la grande capacità descrittiva della sua scrittura lo ha portato , in questi anni ad una intensa attività parallela di compositore di colonne sonore per la televisione,(8 fictinon TV e il primo sceneggiato prodotto in Fininvest “EDERA”). In particolare le cinque serie di "Fantaghirò", i tv-movie di genere fantasy interpretati da Alessandra Martinez e distribuiti in 78 nazioni con il titolo "The Cave of the Golden Rose". Un personaggio, quello della principessina Fantaghirò, che ha anche ispirato uno dei più apprezzati recital di Amedeo Minghi : "Fantaghirò & Fantaghirò", una combinazione di balletto, prosa, musica e poesia, messo in scena nei maggiori teatri italiani.

Dopo faticosi inizi e battute d'arresto, il percorso professionale di Minghi procede dunque speditamente per arrivare alla seconda metà degli anni '90 accompagnato da altri lavori di grande successo come "Come due soli in cielo", "Cantare è d'amore", fino a "Decenni".
E' nel settembre '97 che viene pubblicato in Sud America l'album "Cantare è d'amore", il primo con la multinazionale Emi e il sedicesimo della sua lunghissima carriera. Minghi tiene tre concerti "sold out" a San Paolo del Brasile, dove il pubblico e i media lo accolgono con l'entusiasmo di solito riservato alle grandi star mondiali del pop e del rock. Ne segue la pubblicazione di due album, di cui uno antologico, che con le loro oltre 250.000 copie vendute portano il nome di Amedeo Minghi in vetta alle classifiche di tutto il Sud America. Nel contempo, anche i mercati di Spagna e di tutto il Nord Europa, Olanda in testa, iniziano a dare segni di concreta attenzione nei confronti di Amedeo.

Il fortunato percorso artistico di Amedeo Minghi saluta la fine di questo millennio con “UN UOMO VENUTO DA LONTANO” dedicato al S.PADRE ed in sua presenza eseguito nell'aula PAOLO VI, e "Gerusalemme", brano inedito commissionato dal Vaticano in occasione del Giubileo 2000 e contenuto nel doppio CD Minghi Studio Collection, l'opera in assoluto più completa del suo repertorio: 26 anni di musica, dal 1976 ad oggi, in 29 canzoni rimasterizzate. In particolare, a “GERUSALEMME”, è legato un grande progetto: quello di essere eseguita, in TERRA SANTA, proprio presso le mura della città, insieme ad un cantante ebreo e ad uno palestinese, segno questo di incontro concreto tra i popoli.

 

Primavera 2000: Amedeo Minghi partecipa al festival di SANREMO 2000 cantando, insieme a Mariella Nava, "Futuro come te". La loro collaborazione artistica ha portato alla realizzazione di un brano scritto a quattro mani, che descrive in maniera gioiosa i sentimenti e le tecnologie dell'era che stiamo vivendo.
Autunno 2000: il 20 Ottobre Minghi pubblica il suo 20° album: ANITA. E' una vera e propria sferzata di novità. L'album contiene infatti l'anticipazione di un futuro lavoro: un musical che narrerà la più grande storia d'amore italiana mai raccontata, quella di ANITA GARIBALDI e di GIUSEPPE, proposta in una lunga tournee che ha visto Minghi raccontare la storia di Anita in una sequenza di concerti (oltre 120 repliche fra teatri e spazzi aperti) e che si concluderà, in Germania e Zurigo rispettivamente il 31 Ottobre e 1° Novembre 2002.
Attualmente è in procinto di scrivere altre 2 colonne sonore per altrettante fictions, mentre lo sceneggiato Terra Nostra 2 – La Speranza, in programmazione su Mediaset è gia corredato dalla nuova sigla interpretata da Amedeo.

Innumerevoli gli impegni che vedranno Minghi impegnato in tournee europee e sud americane, parallelamente alla stesura della sceneggiatura e realizzazione delle musiche di quello che sarà uno sceneggiato in 2 puntate realizzato dalla RAI su ANITA. Amedeo Minghi quindi, affronta il nuovo decennio, con una forza che proprio in questo suo 21° lavoro sembra essersi rinnovata. Dopo " L´altra faccia della luna", il suo ultimo capolavoro uscito a gennaio 2005 " Su Di Me" ci dimostra che gli anni possono passare ma lui é stato e sará un Big della Canzone italiana.

LE CANZONI PIÚ DEPRIMENTI DELLA NOSTRA VITA

LE CANZONI PIÚ DEPRIMENTI DELLA NOSTRA VITA

SONO 50 secondo "Una lacrima sul viso", libro di due giornalisti musicofili. Un manuale de self-help con tanto di test finale.

PREMESSA. Durante la lettura del libro-stesura del pezzo, chi scrive ha dovuto mangiare due Cuccioloni Algida per reggere lo strazio nel ritrovare certi versi ("Fragile" di Fiorella Mannoia ha richiesto un intero Cucciolone, quello con le gocce di cioccolato). Peró ne é valsa la pena. Per le molte considerazioni illuminati: "La Solitudine" é il Giampiero Galeazzi della canzone depressiva: anche volendo non la si puó ignorare; Gino Paoli é nato a Monfalcone, provincia de Gorizia - ma con una simile tirchieria compositiva é inevitabile che tutti lo credano genovese. E per l´ottimismo degli autori: "Credeteci: si puó uscire persino da "Uomini Soli" dei Pooh. Vabbé, forse qui si esagera-

PREMESSA 2. Alcune delle canzoni esaminate nel libro in questo pezzo non sono citate, sempre per colpa di chi scrive. Chi scrive, insomma io, ritiene che detti brani le portino una sfiga micidiale (le canzoni, attenzione, non i cantanti; a me per dire Marco Masini porta benissimo). Le disamine sono però, a detta di lettori meno superstiziosi, ricche di stimoli emotivi e culturali. Ma andiamo avanti sennò ci si perde.

SVOLGIMENTO. Esce oggi un libro su “come guarire i mali del cuore attraverso l’ascolto omeopatico delle 50 canzoni più deprimenti del pop italiano”. Si intitola Una lacrima sul viso (e come altro), l’hanno scritto due giornalisti musicofili nonché palesemente esperti di guai sentimentali, Paola Maraone e Paolo Madeddu, lo pubblica Kowalski. E’ un commentario storico-strano-da ridere sulla nostra musica pop, un manuale di self-help basato sulla psicologia comportamentale, un gioco di società da fare con gli amici scoprendo le proprie turbe grazie al test finale. Ad ogni canzone deprimente è dedicato un capitolo: storia e considerazione su canzone e autore/i, diagnosi del disturbo depressivo, terapia suggerita. Generalmente consistente in contro-canzoni che tirino su il morale; a volte –omeopaticamente- dello stesso cantante, altre volte opposte e rallegranti.
STRAZI. Maraone & Madeddu forniscono elementi per la decostruzione del dolore. Esempio: quando ascoltiamo Marinella di De Andrè, “per tutta la canzone stiamo seguendo un carro funebre”. Quando “Fragile” di Mannoia è giunta fino all’aldilà, “Edgar Allan Poe, sulla sua nuvola circondata da corvi, avrà avuto un brivido di piacere”. “I giardini di marzo” (Battisti-Mogol) è un “grande ottovolante dell’angoscia”. “La donna cannone” è apparentemente consolatoria, però De Gregari “canta come un’alpaca, mentre la donna cannone al massimo finirà seduta davanti ai gabinetti di un autogrill”. In “Ma che freddo fa” di Nada “il freddo della canzone nasce come angoscia esistenziale e diventa condizione atmosferica”. “Dimmi che non vuoi morire” di Patty Pravo ha un plot cupamente realistico: “lui se la sta scialando alla grande, con te, la moglie e forse qualche escort”. Mamma mia. Gli autori giustamente suggeriscono di curarsi con “La donna d’inverno” di Paolo Conte. “E’ meglio”, d’inverno, la donna.
TERAPIE. Sono, si diceva, variate. Per non uscire in cerca di Prozac dopo “Amore che vieni, amore che vai di De Andrè, si consigliano “Gocce di memoria” di Giorgia (oppure un’invocazione a santo Stefano). Per reagire a “Ricordati di me” di Antonello Venditti si può piombare a casa di una persona cara sgolandosi in “Ci vorrebbe un amico”. La straziante “Poster” di Claudio Baglioni andrebbe curata con “Andamento lento” di Tullio De Piscopo (“Show me show me the way, oh oh!”). Si attendono i risultati degli esperimenti su cavie umane.
DISSENSI. Ma davvero “Gli anni” (883) andava inserita nelle 50 più deprimenti? Per un paio di generazioni forse non lo è; ci si esalta a ricordare “gli anni di Happy Days e di Ralph Malph, gli anni delle immense compagnie, gli anni in motorino sempre in due”, c’erano bei momenti. E poi: “Bella stronza” di Masini più che deprimere stimola: sane e magari catartiche incazzature nei maschi piantati, e soprattutto fantasie di rivalsa femminili su fidanzati disattenti: mica male farsi vedere in giro “per alberghi e ristoranti/con il culo sul Ferrari di quell’essere arrogante” (chissenefrega se è arrogante, almeno non porta a cena da qualche cinese abbordabile ma traboccante glutammato, ndr). In più, il piantato vorrebbe riappropriarsi della stronza e farci sesso “finchè viene domattina”, il che dopo una cena leggera con un buon millesimato offerta in precedenza dall’Altro arrogante si può reggere, e non è male. E così via (anche Come è profondo il mare di Dalla è improbabile ma suggestiva; mentre Uomini soli dei Pooh è iper-straziante ma richiede una doverosa protesta redazionale: questi solissimi sono sempre perduti nel Corriere della sera, e francamente ci sono giornali più deprimenti perfino da noi).
IL TEST. Il test è divertentissimo, argomento permettendo. E’ su tre colonne: in una si individua il proprio disturbo (perdita dell’amore, panico, ombrosa disperazione, intensa rabbia, disillusione, ecc.); nella seconda si deduce “probabilmente soffri di” (sindrome di abbandono, depressione schizoide, lutto e melanconia, ma anche “sei un bietolone”); nella terza si individua la canzone deprimente del caso. Si può fare da soli, ovvio; ma è meglio farlo con accanto un amico/a del cuore, o più d’uno. Meglio ancora, in gruppo, oculatamente selezionato, tutti un po’ depressi o depresse. Non è difficile radunarne in questa fine di (lungo) inverno. E’ possibile che qualcuno/a scoppi in lacrime; ma poi si ride, le canzoni deprimenti e i motivi per cui si ascoltano vanno esorcizzati anche così (a 11 euro e 50, il libro costa meno di qualunque psicoterapia, e poi se gli autori dopo aver sentito tutta quella roba ne hanno scritto allegramente, la cura forse funziona, almeno un po’).
LE CANZONI
- Buongiorno tristezza (Claudio Villa)
- Ogni volta (Vasco Rossi)
- Un giorno credi (Edoardo Bennato)
- Vecchio frac (Domenico Modugno)
- L’ultimo bacio (Carmen Consoli)
- I giardini di marzo (Lucio Battisti)
- Marmellata # 25 (Cesare Cremonini)
- Sere nere (Tiziano Ferro)
- Fragile (Fiorella Mannoia)
- Incontro (Francesco Guccini)
- Agnese (Ivan Graziani)
- Vincenzina e la fabbrica (Enzo Jannacci)
- La costruzione di un amore (Ivano Fossati)
- La canzone di Marinella (Fabrizio De Andrè)
- Mary (Gemelli DiVersi)
- Una giornata al mare (Paolo Conte)
- Lampada Osram (Claudio Baglioni)
- Come è profondo il mare (Lucio Dalla)
- Fotomodelle un po’ povere (Gigi D’Alessio)
- Mentre tutto scorre (Negramaro)
- Un giorno dopo l’altro (Luigi Tenco)
- Nuvole rapide (Subsonica)
- Sassi (Gino Paoli)
- Se io se lei (Biagio Antonacci)
- E dimmi che non vuoi morire (Patty Pravo)
- Quello che le donne non dicono (Fiorella Mannoia)
- Uomini soli (i Pooh)
- In morte di S.F. (Francesco Guccini)
- Amore impossibile (Tiromancino)
- Amore che vieni amore che vai (Fabrizio De Andrè)
- Ricordati di me (Antonello Venditti)
- Poster (Claudio Baglioni)
- Extraterrestre (Eugenio Finardi)
- Bella stronza (Marco Masini, nella foto sopra)
- Il mare d’inverno (Loredana Bertè, Enrico Ruggeri)
- La donna cannone (Francesco De Gregari)
- Luci a San Siro (Roberto Vecchioni)
- La sedia di lillà (Alberto Fortis)
- Senza luce (I Dik Dik)
- Silvia lo sai (Luca Carboni)
- Non è tempo per noi (Ligabue)
- Ma che freddo fa (Nada)
- La solitudine (Laura Pausini)
- Il carrozzone (Renato Zero)
- Quello che non c’è (Afterhours)
- Perdere l’amore (Massimo Ranieri)
- Se telefonando (Mina)
- A mano a mano (Riccardo Cocciante)
- Gli anni (883)
- Almeno tu nell’universo (Mia Martini, Elisa)
- Giudizi universali (Samuele Bersani)

CARNEVALE, L´ ITALIA IN MASCHERA

CARNEVALE, L´ ITALIA IN MASCHERA

L'Italia del Carnevale, le altre feste nel mondo. Il periodo della festa trasgressiva di fine inverno è ricco di curiosità. La tradizione si mescola al desiderio di uscire dagli schemi e in molti casi offre l'occasione per una gita e un weekend. In questa pagina Corriere.it vi offre alcune indicazioni per scoprire e seguire i principali appuntamenti.
LA STORIA - La tradizione è di origine pagana e in qualche modo si vedono tracce di richiami ad antichi «lupercali» o «saturnali». Il nome del Carnevale secondo qualcuno deriva da «carni levamen», ovvero sollievo per la carne, e quindi tempo di eccessi, sfrenatezze e bagordi. Per altri risale invece a «carnes levare», cioè mettere da parte le carni, in vista della Quaresima. Un nome ambiguo come il suo simbolo, la maschera, che mostra e nasconde al tempo stesso. Quale che sia l'etimologia corretta fatto sta che il carnevale rappresenta da secoli la festa dello scherzo e dello sberleffo, un momento di allegria e svago. Non sempre ha avuto vita facile: nel '400 le follie del Carnevale, le sagre, le mascherate, finirono all'indice perchè i moralizzatori ritenevano troppo pagani questi segni di festa. Ma proprio dal Medioevo in poi il Carnevale sviluppo i caratteri che ancora oggi si vedono riproposti, per fortuna in modo meno cruento. Quasi sempre, infatti, andavano in scena combattimenti tra classi diverse o fra quartieri dello stesso borgo (o tra centri vicini). E venivano sostenuti a colpi di sassi, bastoni, spesso a bordo di carri. Oggi il rituale ripropone spesso gli stessi schemi in modi fortunatamente più simbolici

LA GUIDA - Ci sono ormai in Italia e all'estero feste di Carnevale dall'organizzazione complessa e dal fascino internazionale. Venezia è un simbolo in tutto il mondo, con le sue maschere raffinate, con la capacità di accostare la trasgressione alla cultura. Viareggio s'è conquistata fama internazionale per l'abilità di chi lavora la cartapesta dei carri e per la carica satirica dei soggetti. Rio de Janeiro è l'espressione pura della trasgressione in chiave brasiliana, con la fusione di bellezza e colore, di danza e musica. Nizza ha scelto colori e profumi dei fiori, facendone una caratteristica tipica. Ogni Carnevale, in Italia e all'estero, ha sviluppato caratteristiche proprie su temi spesso comuni.
Il carnevale di Viareggio, insieme a Venezia, è il più famoso d’Italia. Ed è anche quello che ha origini più antiche. L’idea di festeggiare per le strade, anziché nei teatri o nei saloni dei palazzi cittadini, venne nel 1873 a un gruppo di ricchi viareggini, che organizzarono un corteo di carrozze addobbate con fiori e maschere. La trovata entusiasmò a tal punto la popolazione da entrare a far parte della tradizione della Versilia. Fu solo alla fine dell’Ottocento però che si si cominciarono a costruire i carri allegorici con enormi pupazzi di cartapesta, che riproducevano famosi personaggi politici o del mondo dell’attualità, con chiaro intento satirico. 
Dopo tanti secoli  la modalità dei festeggiamenti non è cambiata. La sfilata dei carri si svolge tutte le domeniche di febbraio , il martedì grasso  e la prima domenica di marzo sulla passeggiata a mare di Viareggio, all’interno di un circuito ad anello di circa due chilometri. I nove carri di prima categoria (i più belli), i quattro di seconda, le dieci mascherate di gruppo (composte da otto elementi in cartapesta alti circa tre metri) e alcuni carri rionali, sfilano di continuo, compiendo diversi giri del percorso. Tra un corso e l’altro si esibiscono bande musicali e gruppi di attori di strada e non mancano neppure punti di ristoro con musica da discoteca e spettacoli pirotecnici. Parate a parte, sono molti gli appuntamenti collaterali che animano il Carnevale: feste rionali, veglioni mascherati nei locali della Versilia, commedie musicali in vernacolo, spettacoli teatrali, mostre, convegni sulla satira, rassegne cinematografiche, serate enogastronomiche e giostre per bambini

MASCHERE DEL CARNEVALE DI VENEZIA

MASCHERE DEL CARNEVALE DI VENEZIA

CALMA APPARENTE , NUOVO ALBUM D´ EROS RAMAZZOTTI

CALMA APPARENTE , NUOVO ALBUM D´ EROS RAMAZZOTTI

(09-11-2005) Anticipato dal brano La nostra vita, è uscito Calma Apparente, il decimo album di inediti di Eros Ramazzotti. Prodotto dallo stesso cantautore romano inseime a Claudio Guidetti, il nuovo album a soli due giorni dall’esordio ha venduto 150.000 copie e 280.000 dopo la prima settimana. Con queste credenziali Calma Apparente si installa al primo posto della classifica Fimi / Nielsen della settimana.

La voce di Ramazzotti, in un album musicalmente molto elegante, regala immediatezza a ciascun brano, mentre l’apparente semplicità delle musiche in realtà è frutto di armonie ricercate con cura dal cantante, da Claudio Guidetti e da Celso Valli, che firma alcuni arrangiamenti. Il primo singolo, La nostra vita, ha segnato il ritorno di Ramazzotti nella veste di autore unico del testo di una sua canzone dopo molti anni.

Le tredici tracce sono in parte autobiografiche. Oltre che nella title-track, l’atteggiamento positivo del cantautore verso la vita traspare in canzoni come Solarità, Bambino nel tempo e L’equilibrista. Il brano Sta passando novembre, dal canto suo, prende spunto da un fatto di cronaca per descrivere l’opprimente senso d’insoddisfazione comune a molti ragazzi, stato d’animo che può sfociare in un gesto estremo.

L’altro perno fondamentale su cui ruota Calma apparente è l’amore: instancabile ricerca del sentimento perfetto in Nomadi d’amore, inno alla donna ideale in Tu sei e Una nuova età, storie più o meno fugaci ma comunque belle e intense in Non è amore e L’ultimo metrò. Al filone dei sentimenti appartiene anche I Belong To You, brano nel quale Eros duetta con Anastacia.
Eros Ramazzotti descrive le canzoni del suo nuovo album, ’Calma apparente’:
LA NOSTRA VITA
“E inferno e paradiso
è il sogno mai finito
di un mondo più pulito”
«“La nostra vita” parla della mia voglia di concentrarmi sul futuro per cercare amore e serenità in un mondo che fa schifo. È un’affermazione forte, però corretta: la canzone poteva essere ancora più dura, ma ho preferito mettere in risalto un finale positivo, nel quale canto la mia inesauribile speranza di vedere i nostri figli crescere in un mondo di verità... Un sogno che non morirà
I BELONG TO YOU (IL RITMO DELLA PASSIONE) – duetto con Anastacia
“Vincerò per te le paure che io sento.
Quanto bruciano dentro
le parole che non ho più detto…
Lampi nel silenzio siamo noi”
«Melodicamente, la canzone era nata per essere cantata da una voce sola, poi l’abbiamo trasformata in un duetto. Abbiamo mandato via e-mail il provino ad Anastacia, che l’ha rimandato con la parte di testo in inglese scritta da lei. Ripensando ai tanti duetti che ho fatto nella mia carriera, Anastacia è l’artista con cui mi sono trovato meglio: nei due giorni che è stata a Milano per incidere la canzone, ho conosciuto una donna estremamente sensibile

CALMA APPARENTE
“Nell’aria attorno a me
c’è un’elettricità che può confondere”
«La vita è solo calma apparente, ma è giusto imporsi di assaporare con gioia i momenti di serenità, senza angosciarsi per quello che potrebbe succedere in futuro. È il mio stato d’animo attuale e spero che resti così a lungo, perché il mio carattere non ha vie di mezzo. Io non vivo sulle nuvole e so perfettamente quello che succede attorno a me, però ho scelto di non reagire. Con l’età sono diventato più diplomatico: preferisco affrontare qualsiasi situazione con calma, perché quelli come me, quando reagiscono male, corrono il rischio di esagerare e rovinare tutto».





ESCUCHA ATENTO, L´ ULTIMO ALBUM IN SPAGNOLA DELLA PAUSINI

ESCUCHA ATENTO,  L´ ULTIMO ALBUM IN SPAGNOLA DELLA PAUSINI

Tras cuatro años sin publicar un nuevo disco de estudio en español, un largo periodo durante el cual hemos contado con la edición a finales de 2001 de un magnífico recopilatorio con todos sus grandes éxitos y la de un álbum cantado íntegramente en inglés en 2003, ahora ha llegado el momento de dar de nuevo la bienvenida a la enorme voz de Laura Pausini interpretando en nuestra lengua los espléndidos temas que conforman Escucha, su nuevo álbum. Escucha nos presenta 11 nuevas canciones que musicalmente hablando, nos sitúan ante uno de los mejores discos en la carrera de la Pausini. Once flamantes temas grabados bajo la eficaz producción del genio Dado Parisini y del maestro Celso Valli, que suponen un notable avance en la espectacular carrera de la cantante italiana. La mejor muestra de ello la tenemos en el tema que da título al álbum y será además el primer single, Escucha atento, una canción con un registro no escuchado antes en los temas de Laura, que ofrece como resultado un sonido contundente en la instrumentación y moderno en la producción y que, combinado con la potencia de su voz, engancha con fuerza. Y no es el único en esa línea, cosa que podemos comprobar escuchando Mi perspectiva, otra canción con mucho nervio y sonido potente. Pero está claro que ese carácter de cantante clásica italiana nunca dejará de estar presente cuando de la Pausini se trata, y escuchar Víveme, compuesta por Biagio Antonacci, o Amar completamente y trasladarnos a lo mejor de la canción italiana. Dos enormes canciones que se enmarcan junto a Háblame, como claros referentes de los mejores temas melódicos del disco. Pero hay además de Antonacci más compositores importantes participando en los temas del álbum y uno de ellos es uno de los grandes en Italia , Vasco Rossi, que ha escrito para Laura un magnífico corte titulado Bendecida pasión, mientras que otra de las canciones, Me abandono a tí cuenta con la producción de Rick Nowles y la firma de una auténtica estrella mundial: Madonna.


 

Lista del CD 1 :
1. La perspectiva de mí
2. Víveme
3. Escucha atento
4. Tu nombre en mayúsculas
5. Bendecida pasión
6. Como si no nos hubieramos amado
7. Tan importante
8. Háblame
9. Donde el aire es ceniza
10. Amar completamente
11. Me abandono a ti


UN TRIONFO IN PIÚ DELLA PAUSINI

UN TRIONFO IN PIÚ DELLA PAUSINI

Premio per il latin pop. «Mi sono sentita svenire»
Grammy, trionfa Laura Pausini
È la prima cantante italiana a ottenere l’oscar della musica leggera. Nel 1958 toccò a Domenico Modugno

LOS ANGELES - Laura Pausini ha vinto — ed è la prima italiana — il Grammy Award, il massimo premio che gli Stati Uniti dedicano alla musica mondiale. La consegna è avvenuta il 7 febbraio notte, ad ora tardissima da noi, allo Staples Center di Los Angeles. La Pausini ha vinto nella sezione «Best latin pop album» con Escucha, l’ edizione spagnola dell’album Resta in ascolto. Ha detto: «Sono felicissima di essere qui stasera sullo stesso palco di Madonna e U2, è un’emozione straordinaria, una gioia incredibile. E’ l’orgoglio di aver portato l’Italia alla vittoria dopo tanto tempo». La cantante aveva appreso la notizia qualche ora prima mentre si trovava a sfilare da sola sulla passerella, il così detto «red carpet», davanti a una muraglia lampeggiante di circa 250 fotografi e cineoperatori.

Quando Gabriele Parisi, il suo manager, le ha sussurrato la notizia avuta dagli organizzatori, Laura si è accasciata e ha lasciato il set per ritirarsi nei camerini.Più tardi ha spiegato: «E' la più grande emozione della mia vita. E' stata una lunga corsa durata tredici anni:ho vinto il mio campionato del mondo partendo dalla panchina. Dedico questo premio al mio paese, al pubblico e alla mia famiglia. Non pensavo di poter provare una gioia così profonda. Quando me lo hanno detto mi sono cedute le ginocchia». E mentre il commentatore della diretta in onda su «Sky E» continuava a parlare di candidatura, Laura Pausini, evidentemente confusa, dava indirettamente la notizia della sua vittoria ringraziando pubblico, giurati, fans.
Cercare informazione sul cd di Laura Pausini, nel link musica